Non Gli Diagnosticano l’Ictus chiede 1,2 milioni di danni all’Usl

Sabato 25 febbraio 2017, La Nuova

Ictus chiede 1,2 milioni di danni all'UslNon gli diagnosticano l’ictus chiede 1,2 milioni di danni all’Usl

Cavallino. Imprenditore si presenta in pronto soccorso con cecità a un occhio e fortissima cefalea. Dimesso dopo la visita, il giorno dopo si sente male. Scatta la maxi causa all’azienda sanitaria.

Si era presentato al pronto soccorso dell’ospedale di Jesolo con una improvvisa cecità all’occhio sinistro accompagnata da una fortissima cefalea. Era stato inviato all’ospedale di San Donà per una visita oculistica e quindi di nuovo indirizzato al nosocomio di Jesolo dove il medico disponeva la dimissione.

Ma dietro quei primi sintomi c’era un ictus ischemico, le cui conseguenze da allora hanno rivoluzionato la vita di M.T., imprenditore di Cavallino Treporti che all’epoca dei fatti aveva 48 anni. A quattro anni da allora, dopo il tentativo fallito di mediazione stragiudiziale, l’imprenditore, assistito dall’avvocato Giorgio Caldera, ha citato in giudizio l’Usl 4 Veneto Orientale (ex Usl 10), chiedendo un maxi risarcimento: un milione e 200 mila euro per se e per la moglie e i due figli, anche loro vittime indirette del caso e costrette a subire le conseguenze dell’episodio.

Il primo accesso al pronto soccorso per la cecità ad un occhio e la forte cefalea risale al 16 ottobre 2012.

In quell’occasione, ne a Jesolo e neppure San Donà il paziente era stato sottoposto a una valutazione neurologica o strumentale, nonostante il perdurare del disturbo visivo. La mattina successiva, la situazione era precipitata. Dopo essere andato al lavoro, l’imprenditore aveva perso conoscenza. Portato d’urgenza all’ospedale di Mestre, gli veniva diagnosticato un ictus ischemico provocato da una occlusione completa dell’arteria carotidea.

Da quel momento per il marito e padre di Cavallino Treporti è iniziato un calvario fatto di lunghi ricoveri ( prima all’Angelo e poi per alcuni mesi al San Camillo al Lido di Venezia) per i trattamenti neuroriabilitativi. Il paziente che none stato più in grado di lavorare convive tuttora con gli strascichi di quell’episodio.

Stando a quanto sostenuto nel parere specialistico di parte, “nel corso della giornata del 16 ottobre, quando l’ictus conclamato non era ancora avvenuto ma si stavano manifestando inequivocabili sintomi prodromici, le condizioni cliniche del paziente avrebbero permesso un orientamento diagnostico ben diverso rispetto alle decisioni assunte negli ospedali e al contempo avrebbero consentito una diagnosi precoce tale da instaurare un trattamento preventivo che con probabilità (più probabile che non) avrebbe consentito altresì di evitare le lesioni che successivamente si determinarono o, al limite, di minimizzarne l’entità”.

L’Usl 4 è stata citata nei giorni scorsi in sede civile davanti al tribunale di Venezia per il presunto episodio di malasanità. Chiesti 1,2 milioni tenuto conto del danno permanente all’integrità psicofisica di M.T., pari al 45-50%, con incapacità lavorativa specifica pari al 100% e necessità di assistenza durante il giorno.

La prima udienza verrà celebrata a maggio.

 

2017-03-16T09:37:06+02:00 Marzo 16th, 2017|sanità, stampa|