Sabato 30 settembre 2017, Il Gazzettino

Morì nell’Incidente Familiari Risarciti con 800mila Euro

Riconosciuti dopo 12 anni per lo scontro fatale a Ca’Noghera.

Saranno risarciti con oltre 800mila euro i familiari di Cristina Andriolo, la quarantaduenne di Marghera che perse la vita nel 2005 a Ca’Noghera all’altezza dell’incrocio con il Casinò, a causa di un incidente stradale.

La quarta sezione civile della Corte d’appello ha accolto il ricorso presentato dall’avvocato Giorgio Caldera, aumentando il risarcimento accordato in primo grado dal Tribunale, grazie all’applicazione dei parametri più favorevoli alle vittime, già riconosciuti dalla Corte di Cassazione.

Il 16 giungo di 12 anni fa, attorno a mezzanotte, Cristina Andriolo era in sella ad una Kawasaki condotta da Stefano Bon, 34 anni ( anche lui deceduto nello schianto ), la quale entrò in collisione con una Ranault Clio che stava svoltando verso il Casinò.

La causa civile ha accertato la responsabilità al 70 per cento dell’automobilista (avvocato Luigi Verzotto) e una corresponsabilità, pari al 30 per cento, a carico del motociclista deceduto (avvocati Alessandro Menin e Andrea Piccoli) escludendo di poter addebitare alcuna colpa a Cristina Andriolo che, in qualità di trasportata, non poteva aver avuto alcun ruolo nella conduzione della Kawasaki.

I giudici di Appello hanno quindi rivisto ed adeguato gli importi spettanti a titolo di risarcimento a tutti i familiari della vittima, compresa la figlia all’epoca minorenne, per il grave danno patito a seguito della perdita di una persona cara. Il risarcimento è stato accordato anche al marito, nonostante fosse già legalmente separato dalla donna.

A pagare il risarcimento sono state condannate le compagnie Zurich Insurance company e Assicurazioni Generali, quest’ultima in qualità di gestore del Fondo di garanzia per le vittime della strada.

Il grave incidente stradale aveva provocato grande dolore a Marghera. La coppia stava rincasando dopo aver trascorso la serata con alcuni amici: Cristina Andriolo fu sbalzata dalla moto e proiettata contro la fiancata destra dell’auto. Anche Stefano Bon, che conduceva la moto, morì sul colpo a causa del violentissimo urto contro la fiancata della vettura. Praticamente illeso, invece, il conducente della Clio, Riccardo Boldrin, all’epoca ventiseienne, che se la cavò con lievi lesioni e forte shock. Assieme a lui si trovava una ragazza diciottenne, che riportò ferite non gravi.

I familiari della vittima fecero richiesta di risarcimento ma invano.

 

E dunque furono costretti ad avviare una lunga causa civile, conclusasi in secondo grado soltanto pochi giorni fa, con la sentenza depositata dal presidente Giovanni Callegarin. La decisione potrà essere ancora oggetto di ricorso per Cassazione ma, nel frattempo è esecutiva.