Inciampa e fa causa al Comune

Tradita da un sanpietrino sconnesso, chiede 15mila euro di risarcimento.

RONCADE

Inciampa sui sanpietrini in via Roma e si fa male alla caviglia destra: l’incidente finisce dritto davanti al giudice del tribunale civile. Il risarcimento in gioco è di 15mila euro: tanto ha chiesto l’avvocato veneziano Giorgio Caldera per una operatrice sociosanitaria roncadese di 44 anni, M.O. le sue iniziali, al Comune di Roncade, ritenuto responsabile dello scivolone di cui la donna è rimasta vittima la sera del 15 aprile 2016. Secondo l’avvocato, la responsabilità è in capo al Comune “sussistendo il buon diritto del cittadino di transitare sul suolo pubblico con il legittimo affidamento di non incappare in pericolo, ostacoli o deformazioni del manto stradale, tali da recare pregiudizio ai passanti”, si legge nell’atto di citazione.

Quella sera di quasi due anni fa la donna stava passeggiando in via Roma, provenendo da piazza I Maggio e andando verso il municipio. All’altezza del civico 110, la 44enne era inciampata sui sanpietrini che, secondo quanto riferito dall’avvocato Caldera, “non erano fissati e si erano mossi e sconnessi al passaggio della donna.

Non c’era alcun cartello, evidenzia il legale, a segnalare la pavimentazione sconnessa.

Un problema, quello dei sanpietrini in centro a Roncade, denunciato da anni: complici il tempo trascorso dalla posa ed il continuo passaggio delle auto, sia in via Roma che in piazza I Maggio i sanpietrini si tolgono o, peggio, schizzano via, risultando pericolosi per le macchine oltre che per le persone.

La donna era finita al pronto soccorso del Ca’ Foncello dove le era stata diagnosticata una distorsione alla caviglia con distacco dell’apice del malleolo peroneale. Per 47 giorni l’operatrice sociosanitaria aveva dovuto assentarsi dal lavoro e comunque i postumi dell’infortunio hanno influito negativamente sull’esecuzione di alcune attività strettamente connesse al suo lavoro come ad esempio sollevare o spostare i pazienti.

La richiesta di risarcimento inoltrata dall’avvocato Caldera al Comune non ha avuto alcun effetto, cosi come la negoziazione assistita per evitare di finire in tribunale. Il caso ora approderà in aula: prima udienza il 3 maggio davanti al giudice civile.