Morì per l’amianto: un milione

La sentenza del tribunale del lavoro: il Porto per ora deve risarcire 87mila euro ma il verdetto apre la strada alla causa milionaria da parte dei famigliari dell’uomo.

Morì a causa di quell’amianto respirato per 27 anni di lavoro. E’ questa la sintesi della sentenza del tribunale di Venezia che condanna l’autorità portuale a pagare, almeno per ora, quasi 90mila euro ma che aprirà la porte anche, con ogni probabilità, a un maxi risarcimento di oltre un milione per i famigliari.

La vicenda.

Il caso è quello di Rinaldo Onesto, ex lavoratore portuale deceduto il 13 gennaio del 2005 per asbestosi polmonare. La vittima aveva lavorato al porto di Venezia dal 1957 al 1984 come addetto alla movimentazione delle merci. Dopo la morte, i famigliari avevano affidato la causa allo studio di avvocati Agazzi Caldera di Mestre. Il tribunale ha riconosciuto, quindi, il nesso di causa con l’esposizione alle polveri di amianto. Onesto, infatti, durante il carico e scarico delle navi, è stato continuamente esposto in prima all’azione dell’amianto, secondo il giudice, senza che venissero adottate precauzioni e forniti dispositivi di protezione. Senza, inoltre, che venissero fornite istruzioni sulla pericolosità dell’amianto e senza che fossero adottati sistemi idonei per impedire o ridurre la diffusione delle polveri negli ambienti in cui si svolgevano le lavorazioni.

La decisione.

Il tribunale del lavoro ha decretato, quindi, la responsabilità dell’autorità portuale. Tutte le eccezioni sollevate dalla difesa sono state rigettate e il giudice Barbara Bortot, affidandosi ai criteri liquidativi stabiliti dal tribunale di Milano, ha accordato in favore della moglie e dei quattro figli della vittima il risarcimento del danno biologico temporaneo sofferto tra la data della diagnosi di asbestosi polmonare ( 7 aprile 2004 ) e la data di decesso ( 13 gennaio 2005 ) nonché del danno “catastrofale” come viene definito in gergo. Il Tribunale ha ritenuto, infatti, che Onesto abbia avuto piena percezione dell’incurabilità della malattia e abbia vissuto passo passo l’avanzare della sua morte.

Le cifre.

L’importo dovuto dall’autorità portuale di Venezia è di 87.748,60 oltre agli interessi e alle spese di accertamento medico legale e processuali. Risarcimento che spettava allo stesso Onesto, e che ora verrà ereditato dai famigliari. Ma non finisce qui: la sentenza, infatti, apre il campo ad un’altra vertenza che sta procedendo in parallelo, per far si che i famigliari possano ottenere il risarcimento del danno non patrimoniale. Qui le tabelle di riferimento del tribunale di Milano parlano di cifre tra i 160mila e i 330mila euro a testa per la moglie e i quattro figli.

Un totale, insomma, che potrebbe superare il milione di euro.