Sabato 8 giugno 2019, La Nuova

Colpisce pezzi di statua sparsi in tangenziale chiede maxi risarcimento

Tassista contro CAV Spa.

Sulla carreggiata c’erano degli ostacoli che solo in un secondo momento si scoprirà essere pezzi di una statua in marmo, caduti probabilmente da un camion in transito. F.B., 39 enne di Chirignago, tassista a Venezia, non era riuscito ad evitare quell’ostacolo improvviso quando, la notte del 5 agosto 2017, stava percorrendo il raccordo Carbonifera della tangenziale in moto. Un impatto violentissimo contro i pezzi di marmo, con il motociclista che era finito sull’asfalto, ferito in modo serio.

Portato in ospedale a Mestre, all’uomo venivano diagnosticate fratture multiple alle costole, la frattura della clavicola sinistra e della scapola sinistra, oltre che la distorsione del rachide cervicale.

Per sei giorni era rimasto ricoverato all’Angelo e per i successivi quattro mesi era stato in convalescenza, senza poter rientrare a lavoro.

Ora, a quasi due anni, l’episodio diventa materia da tribunale perché il motociclista ha citato Cav Spa, concessionaria della tangenziale, davanti al giudice civile per ottenere il pagamento dei danni. Nell’atto di citazione, l’avvocato Giorgio Caldera, a cui si è affidato il motociclista, ha presentato una richiesta di risarcimento di 235mila euro, tenuto conto del lungo periodo di malattia e convalescenza e dei danni fisici di natura permanente ( con invalidità permanente pari al 15-16% ). La citazione in tribunale arriva dopo che la richiesta di risarcimento in via stragiudiziale fatta a Cav è rimasta inascoltata. Alla base della richiesta danni, il fatto che tangenziali e autostrade, considerata la loro naturale destinazione alla percorrenza veloce in condizioni di sicurezza, deve essere oggetto di costante e continua vigilanza da parte del custode che risponde di eventuali danni per incidenti che si verificano nelle tratte di competenza, come previsto dal codice civile.

Gli accertamenti condotti nell’immediatezza dell’incidente avevano consentito di appurare come i pericolosi frammenti fossero in loco già da qualche tempo.

Cosi aveva raccontato un testimone. Nonostante questo, l’ente gestore del tratto stradale, secondo la difesa del motociclista, avrebbe omesso di segnalarne la presenza agli utenti della strada.

Ora la parola passa al giudice che dovrà verificare eventuali responsabilità di Cav nell’incidente.

Ora per Prior si apre la battaglia in sede giudiziaria: anzitutto penale, con la denuncia-querela che nei giorni scorsi è stata depositata in Procura, chiedendo che venga disposta una consulenza tecnica per verificare la compatibilità delle rotaie del tram in viale San Marco con il passaggio e l’attraversamento di ruote di bici, ciclomotori e motocicli. E poi il fronte civile, con la richiesta danni che l’avvocato Caldera si accinge ad inoltrare al Comune, tenuto a verificare che il manto stradale garantisca il transito agli utenti e sia privo di pericoli, e a PMV che ha installato la rotaia.