Luned? 9 maggio?2019,?La Nuova

Ragazzo caduto in bici sulla rotaia del tram. Comune e AVM verseranno 100mila euro

Sentenza apripista
L’incidente in via San Don?. Il quindicenne aveva riportato gravi ferite, specie al volto. Il giudice “C’era un pericolo gli enti ne erano a conoscenza”.

“La rotaia del tram era pericolosa. Gli enti convenuti ( Comune di Venezia e AVM,ndr?) ne erano consapevoli ma non hanno agito con la diligenza e la prudenza che la pericolosit? richiedeva, ponendo in essere azioni positive volte ad evitare i danni. La rotaia del tram, bench? visibile, non poteva certo far allarmare il ciclista circa la sua pericolosit?, essendo lecito pensare che la cosa pubblica sia stata progettata e realizzata in assenza di insidie insite in se”. Sono le parole che il giudice onorario di Venezia Tonino Giordan usa per motivare, con una sentenza apripista in materia, la maxi condanna comminata a Comune di Venezia e AVM in seguito alla caduta in bici sulle rotaie del tram lungo via San Don? di un allora quindicenne. L’ente e la partecipata dovranno risarcire in solido oltre 100mila euro al giovane mestrino.

La ruota era finita dentro al binario mentre il giovane superava un’auto ferma.

Era il 4 settembre 2009 ?e la linea del tram era appena stata realizzata. Il quindicenne pedalava lungo via San Don? a Favaro, in direzione di Via Martiri della Libert?. Per sorpassare un’auto parcheggiata sulla destra, il ragazzo era finito con la ruota anteriore dentro alla rotaia del tram. Le conseguenze per il ciclista erano state molto pesanti: aveva riportato gravi lesioni in varie parti del corpo, tra cui al volto. La malattia e la convalescenza erano state molto lunghe, con difficolt? nella vita quotidiana. Era quindi scattata la richiesta danni al Comune e all’allora PVM, che aveva realizzato il tram. Ma la fase conciliativa era naufragata. E cos? ? scattata la causa in sede civile promossa, per conto del giovane, dall’avvocato Giorgio Caldera, citando l’amministrazione comunale, PVM (oggi AVM), nonch? le compagnie di assicurazioni Uniqa Protezione e UnipolSai chiamate in causa in manleva. Il giudice ha disposto una consulenza tecnica dinamica ed una medico legale, oltre all’assunzione delle prove testimoniali. Al termine dell’istruttoria, l’accertamento delle responsabilit? a carico del Comune e AVM. “Se ? vero che l’automobile parcheggiata sul ciglio della strada ha rappresentato l’occasione che ha causato l’incidente, anche in sua assenza la situazione per il conducente della bicicletta sarebbe stata pericolosa, bastando una semplice curvatura del manubrio con angolazione ridotta per far perdere l’equilibrio”, scrive il giudice nella sentenza, “Qualsiasi ciclista di media diligenza non sarebbe certo sceso dalla bici per sorpassare il veicolo fermo, come pretenderebbero le difese dei convenuti, ma semplicemente avrebbe scansato la macchina.

L’avvocato Caldera “Giustizia fatta per le tante vittime”.

Il giudice sottolinea, peraltro come la diffusione da parte di PVM di volantini per segnalare la pericolosit? delle rotaie vada ad aggravare le responsabilit?: ” Conoscevano la pericolosit? dei luoghi e allora avrebbero dovuto agire ben pi? efficacemente, fianco chiudendo al traffico delle bici quel tratto di strada o riservandolo al tram”. Nemmeno la colorazione rossa della corsia dove insiste la rotaia pu? essere considerata sufficiente a segnalare un grave pericolo.

“Viene finalmente resa giustizia”, spiega l’avvocato Giorgio Caldera, “ai cittadini coinvolti in innumerevoli cadute alla presenza della rotaia del tram in un contesto viario evidentemente non compatibile ?con tale sistema”. La sentenza, provvisoriamente esecutiva, ? stata appellata.